Le attività della Pro Loco di Mineo

Dialogo con il Presidente Giuseppe Roccuzzo e il Vicepresidente Pietro Catania

di Leone Venticinque

9 giugno 2010

LV – Da dove comincia la storia della Pro Loco a Mineo?

PL – All’inizio degli anni ’80 in tutta Italia nascono le Pro Loco, così accade a Mineo (dove in precedenza esisteva una associazione denominata “Pro Mineo”) il 10 settembre 1985.

Nei primi anni ’90, nonostante un discreto numero di tesserati e simpatizzanti, la Pro Loco di Mineo non aveva una sede e le riunioni avvenivano a casa del presidente. In seguito il Comune ha dato degli spazi, che però sono cambiati più volte nel corso degli anni finché non si è riusciti a avere un finanziamento dalla Provincia che ha permesso di prendere in affitto un locale. Da quel momento ci sono stati altri due traslochi fino alla sede attuale, motivati sempre dall’obiettivo di risparmiare sulle spese. Anche il telefono e la connessione a internet sono state conquiste abbastanza recenti. Noi oggi avremmo la possibilità di fornire un servizio di call center per i turisti – orientamento, prenotazione visite guidate, ecc. – attivo sette giorni su sette, a differenza dell’ufficio turistico che come tutto il Comune è chiuso nel fine settimana, ma purtroppo come accade in ogni luogo che vede la compresenza di Pro Loco e Ufficio del turismo, anche a Mineo tale compresenza che esiste dal 2003 mostra la perdurante difficoltà a instaurare un proficuo rapporto di collaborazione di questa struttura associativa con l’amministrazione locale.
In passato la Pro Loco è stata una possibilità per i giovani minioli in età di leva militare che avevano modo di svolgere nel proprio paese il servizio civile. Con questi ragazzi, affiancati da tutor, si realizzavano degli studi su aspetti della cultura locale – il barocco, i castelli, gli “usi civici”, ecc. – che in molti casi attendono ancora di essere pubblicati perché mancano le risorse economiche. Fino a poco tempo fa si stampava un calendario con immagini del paese, inoltre nel 2005 abbiamo proposto anche un calendario con le foto delle classi scolastiche che i cittadini ci hanno dato, peccato che la scuola non abbia fornito i nomi degli scolari per questioni di privacy. Si sono fatte varie mostre di fotografia, per esempio una molto ricca su Borgo Lupo – che tra l’altro è stata curata da un giovane studente universitario che di recente ne ha fatto la propria tesi di laurea. È stato organizzato dalla Pro Loco il festeggiamento del Carnevale con il contributo dei privati, finché il Comune non ha fatto propria questa festa con fondi di bilancio. Non c’è dubbio che l’iniziativa di maggiori dimensioni portata avanti dalla Pro Loco è stata la “Sagra dell’olio d’oliva”, che aveva lo scopo di valorizzare uno dei prodotti migliori di queste terre.

LV – Vogliamo approfondire il punto e raccontare in cosa consisteva questa sagra?

PL – La sagra è andata avanti per un decennio dai primi anni ’90 fino al novembre 2004, con qualche interruzione. Era stata resa possibile con la sponsorizzazione della Provincia di Catania e del Comune di Mineo, per un costo di 20-25 mila euro. Pur con differenze nelle varie edizioni, la sagra avveniva nel modo seguente: c’erano i produttori di olio che potevano anche venderlo; il programma prevedeva conferenze sull’olivicoltura, degustazioni e una gara. A contorno, altri prodotti tipici e, in misura crescente negli anni, altre bancarelle che avevano in parte sviato la centralità sull’olio. Proprio nel momento in cui la Pro Loco si stava impegnando a riorganizzare la sagra, da parte del Comune è stato organizzato un evento che da tutti i punti di vista – la denominazione “Sagra dell’Olio d’Oliva” e perfino la numerazione – continuava la serie delle sagre realizzate dalla Pro Loco.

LV – Dal pieghevole informativo della XII edizione (svoltasi tra il 25 e il 27 novembre 2005) si ricava l’impressione che almeno all’inizio il Comune abbia cercato di proseguire la sagra nella sua forma più ampia coinvolgendo tutte le forze disponibili: c’era il Concorso Olio “Città di Mineo”, si dava spazio e visibilità anche a altri prodotti tipici della zona. Inoltre seminari sull’alimentazione e degustazioni per i ragazzi delle scuole, poi visite guidate nel paese, a località archeologiche e aziende dei dintorni. Nell’iniziativa erano stati anche coinvolti anche i ristoratori locali, che avevano incluso nel menù pietanze tipiche della gastronomia locale mineola. Era anche prevista la distribuzione gratuita, oltre che di materiale informativo, anche di campioni di olio. Infine il “Bazar delle occasioni” in collaborazione con la Fiva – Confcommercio di Caltagirone. Insomma, con le parole del Sindaco e dell’Assessore alle Attività Produttive riportate nel pieghevole, «La Sagra, gli appuntamenti preparatori e di contorno hanno lo scopo di valorizzare e tutelare il nostro pregiato “succo d’oliva”, diffondendo informazioni utili a una corretta educazione alimentare, guidando i visitatori alla riscoperta di antichi sapori e delle nostre tradizioni.»

PL – Il Comune ha fatto qualche edizione in tono minore della sagra fino alla XV nel 2007 per poi abbandonarla a favore del “Natale nei vicoli”. Anche nei confronti del Natale la Pro Loco ha sempre offerto di collaborare senza oneri per il Comune.

LV – Quale è stata l’offerta di collaborazione organizzativa che la Pro Loco ha fatto al Comune per il “Natale nei vicoli”?

PL – Ogni volta che c’è stata la possibilità, la Pro Loco ha dato una mano: per esempio è successo quando dalla cittadina francese con la quale Mineo è gemellata, Unieux, era stato mandato un presepe e la Pro Loco si è incaricata di farlo visitare al pubblico del “Natale nei vicoli” senza oneri per il Comune.
Tutti gli anni abbiamo mandato una lettera, dicendo che la Pro Loco era disponibile a dare un supporto per il Natale, cioè a effettuare il lavoro di reception e dare informazioni turistiche. Accoglienza dei turisti, distribuzione di materiale divulgativo, vendita dei biglietti (open card). Questo era il servizio che potevamo offrire grazie ai volontari del servizio civile, che sono già pagati dallo Stato. Di fatto non si è mai avuta da parte del Comune la volontà di collaborare in questo modo.
Per il Natale 2009-2010 la Pro Loco non ha fatto quest’offerta al Comune perché non erano più disponibili i volontari del servizio civile. Allo stesso tempo il Comune chiedeva un pacchetto completo di servizi, comprensivo di facchinaggio, parcheggi ecc. e in tal senso ha indetto una gara d’appalto unica, dalla quale in ogni caso la Pro Loco era esclusa per legge in quanto è una associazione “no profit” e non una cooperativa, una Srl o una Snc. A questo punto la Pro Loco ha deciso di proporre ancora una volta la consueta collaborazione per la reception con la differenza rispetto al passato che, non disponendo dei volontari del servizio civile, si sarebbe dovuto provvedere al pagamento delle giornate lavorative per alcune persone. Il Comune, con un contributo, avrebbe dato modo alla Pro Loco di pagare queste persone. Del resto ogni anno la Pro Loco chiede un contributo di mille euro al Comune per le proprie attività (riunioni, gite, stampa di opuscoli, ecc.). In questo caso il contributo poteva essere di duemila euro, per coprire le spese del personale.
Va detto incidentalmente che la richiesta al servizio civile nazionale per avere dei volontari viene fatta ogni anno da tante associazioni, tra le quali l’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Per partecipare la Pro Loco di Mineo sostiene un costo notevole: centocinquanta euro per ogni volontario più duecento euro per l’istanza, più ottanta per la tessera, totale settecentottanta euro. È un costo che non viene rimborsato in ogni caso, anche nel caso in cui i volontari non vengono assegnati a questa Pro Loco. L’anno scorso concorrevano all’assegnazione dei volontari del servizio civile anche nuovi soggetti come le associazioni nazionali dei ciechi e dei sordomuti. Di conseguenza all’Unpli è stato assegnato un numero di volontari inferiore. Nella graduatoria interna all’Unpli, basata sui progetti proposti, la Pro Loco di Mineo ha avuto un punteggio insufficiente e non è riuscita a avere nemmeno un volontario del servizio civile. Nel 2008 i volontari assegnati erano due.
Quindi, tornando al tema, per l’ultimo Natale l’unica proposta che la Pro Loco poteva fare al Comune era di occuparsi della reception, coprendo l’organico di sei o sette persone con propri soci o persone vicine all’associazione. In questa proposta si chiedeva un contributo del Comune alla Pro Loco, finalizzato esclusivamente a pagare le ore di lavoro fornite. Il Comune poteva accettare la proposta della Pro Loco, separando questo servizio dal pacchetto che era oggetto della gara d’appalto. In questo modo il Comune avrebbe avuto una reception con personale qualificato e un notevole risparmio dei costi rispetto a quello che poi è stato l’esborso effettivo per pagare la cooperativa che si è aggiudicata l’appalto. Sarebbe poi interessante verificare se e in che misura siano stati effettivamente rispettati i termini del contratto, che prevede la presenza alla reception di un certo numero di persone competenti in giorni e orari ben definiti… le responsabilità per questa verifica spettano al Comune.

LV – Quali possibilità future per la Pro Loco?

PL – A breve vi sarà un nuovo cambio di sede, sempre per ragioni economiche visto che tra l’altro non abbiamo più come in passato la garanzia del pagamento dell’affitto da parte della Provincia di Catania. Un incremento del numero dei soci – comunque apprezzabile, se dovesse avvenire – non porterebbe grandi vantaggi in questo senso visto che la tessera annuale della Pro Loco è ferma ormai da anni a una ventina di Euro e, per le persone sotto i ventisei anni d’età, è dimezzata. In passato nei periodi migliori si sono contati fino a trentasei soci, attualmente i soci sono ventidue, ogni anno qualcuno va via ma si nota il subentrare di un certo numero di giovani. Nonostante il calo della popolazione e le difficoltà economiche, la Pro Loco esiste e ancora oggi riesce a organizzare alcune iniziative, soprattutto visite guidate per i soci spesso in collaborazione con l’Archeoclub. Vedremo per il futuro se le condizioni permetteranno di fare di più per lo sviluppo culturale e turistico di Mineo, in particolare affidando alla Pro Loco le attività per le quali oggi il comune deve sostenere oneri economici immotivati. Vi sono poi progetti di “Paese-Albergo” miranti a aumentare la ricettività turistica di Mineo, in quanto a posti letto con un minimo di cinquanta, ecc., ma potremo tornare in seguito su questo argomento.

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