Cresce il polo culturale calatino, ma solo a Caltagirone

Grazie a uno stanziamento della Regione Siciliana – tre milioni di euro – si prospetta il recupero della vecchia pescheria di Caltagirone, da riconvertire in un centro dedicato alle esposizioni ma anche a attività culturali e didattiche. Se da un lato l’annuncio va senz’altro salutato con il favore che si deve alle buone notizie, va rilevato d’altronde che il mancato capoluogo di provincia dispone già di non pochi spazi modernamente attrezzati – valga per tutti l’esempio rimarchevole della Fornace Hoffmann, per non parlare di Villa Patti, del Palazzo Ceramico, della Corte Capitaniale… – mentre lo stesso non si può dire degli altri Comuni del calatino. Nell’ottica di una proposta culturale di qualità che riduca la forza accentratrice di Catania, non appare priva di interesse la possibilità di costituire nel tempo una rete multipolare di centri che, puntando ognuno sulla diversità e particolarità delle proprie caratteristiche, rafforzino il disegno complessivo nutrendo di buone ragioni l’instaurarsi di legami tra gli abitanti dell’area e offrendola, tutta insieme da scoprire e fruire, al turismo vicino e lontano.

Si veda di seguito un articolo pubblicato su “La Sicilia”, venerdì 16 luglio 2010, p. 43

Caltagirone. Il progetto ammesso a finanziamento

L’ex pescheria diventerà museo

La struttura sarà un centro polifunzionale grazie all’arrivo di circa 3 mln di euro dalla Regione

L’ex pescheria di via San Giovanni Bosco sarà sottratta al degrado e diventerà museo delle energie rinnovabili. Sono, infatti, in arrivo finanziamenti, grazie al Pisu Caltagirone, per la struttura alla quale i calatini sono profondamente legati, anche per ciò che rappresenta nella loro identità storica e culturale e per la quale, da anni, si invoca una ristrutturazione. Un’esigenza, questa, scontratasi sinora con l’assenza delle risorse economiche necessarie.
Adesso sembra essere arrivata la volta buona. Il progetto, presentato dal Comune di Caltagirone rientra, infatti, fra gli ammessi a finanziamento da parte del dipartimento regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti. Si tratta di un progetto che, con 3 milioni di euro, si propone la riqualificazione edilizia dell’immobile attraverso un suo recupero strutturale e funzionale. L’obiettivo è farne un centro polifunzionale museale con architettura bioclimatica e l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili. Previste anche attrezzature didattiche multimediali e interattive.
Un progetto ambizioso, destinato a dare un nuovo volto all’intero edificio e all’area in questione. «Si sancisce in questo modo – sottolinea il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro – in una città come la nostra, il cui centro storico è riconosciuto dall”Unesco patrimonio dell’umanità, il principio della sostenibilità, capace di coniugare, in un percorso di piena compatibilità, la valorizzazione dei beni culturali e l’utilizzo di fonti alternative di energia, secondo una precisa strategia di sviluppo». Anche l’assessore comunale alle Attività produttive e vicesindaco, Alessandra Foti, evidenzia «le ricadute positive che potranno aversi, con la realizzazione di questi lavori, per il pieno recupero di uno spazio importante del nostro centro storico».
L’assessore alle Politiche ambientali, Vincenzo Di Stefano, pone l’accento su un duplice elemento: «La produzione di energia con fonti alternative e le attrezzature (con i conseguenti aspetti) didattiche che saranno collocate».

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