La Chiesa di Sant’Agrippina

[fonte: Fondazione Giuseppe Bonaviri]

Cenni storici / Historic notices

CHIESA S. AGRIPPINA / CHURCH OF SAINT AGRIPPINA

La Chiesa colleggiata e parrocchiale, dedicata alla santa patrona della città, S. Agrippina, sembra essere stata edificata sui ruderi dell’oratorio privato che S. Eupresia fece costruire nel 263 vicino alla sua casa. L’oratorio, che ricevette le spoglie mortali della martire Agrippina al suo arrivo da Roma, doveva apparire come una piccola chiesetta che alcuni storiografi definiscono “modicae molis”. Quando la chiesetta divenne troppo piccola per accogliere i fedeli fu ingrandita dalla stessa S. Eupresia e trasformata in una magnifica basilica, consacrata il 19 giugno 312 da S. Severino, vescovo di Catania.
Sconosciamo le vicende che coinvolsero la Chiesa nei secoli successivi, ma è credibile che abbia subito danni e rovine, insieme all’intera città, a causa di movimenti sismici e invasioni di popoli stranieri.
Durante la conquista araba subì gravi danni e pare che fosse stata trasformata in una moschea con un piccolo minareto vicino. Del periodo normanno e di tutto il medioevo non abbiamo notizie, ma certamente dovette essere danneggiata dal terremoto nel 1169. Nel XIV sec., dopo aver subito altri danni, venne completamente ricostruita; ne è prova la cripta o meglio la cappella sotterrata. La nuova costruzione, certamente quattrocentesca dati alcuni particolari architettonici quali i torrioni merlati nella parte absidale esterna, i plinti ornamentali in alto ai fianchi della navata centrale e il ricco fregio intagliato in stile gotico sulla parete esterna della cappella santa, fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1693.
Del monumentale tempio restano, inglobati nella costruzione settecentesca, la parte absidale e il prospetto frontale, incompleto.
La chiesa ha subito di recente interventi di modifica. Oltre alla nuova pavimentazione in marmo, certamente l’intervento di maggior spicco risulta essere l’inserimento nel prospetto frontale di un monumentale portone in bronzo con sopra raffigurate le storie della Santa patrona Agrippina, donazione di privati.

The Church dedicated to the Saint Agrippina, was built up on the private oratory that S. Eupresia made to built in the 263 near her house. The oratory, that it received the empty body died of martyr Agrippina at her arrive from Rome, had to appear like a small church, so that some historian define “modicae molis”. When became too smaller in order to receive the faithful, the church was transformed in a Basilica by S. Eupresia and it was consecrated on 19 June 312 from S. Severino, bishop of Catania.
We don’t know what happened during the next centuries, but is credible that it was damaged and ruin quickly, with all city, because of eathquake and foreign people invasions.
During the Arabic conquest it endured serious damages and it had been transformed in a mosque with a little minaret close. During Norman period and Middle Age we don’t have news about church, but sure it had to be damaged from the earthquake in 1169. In the XIV century, after to have other damages quickly, it came completely reconstructed; show it the underground crypt that is an underground chapel. The new construction goes back to XIII century, for some architectonic details as the embattled towers in the external part, the ornaments of nave and the rich decoration in gothic style on the external wall of the Saint chapel. It was completely destroyed from the earthquake of 1693.
About monumental temple remain, into the construction, the apsidal part and the frontal prospect.
The church has modified recently. Besides the new flat in marble, the greater modify is the bronze door on the fontal prospect, representing the history of the Saint Agrippina, donation of private.

Caratteristiche tecnico-architettoniche / Architectural and architectonic characteristics

CHIESA S. AGRIPPINA / CHURCH OF SAINT AGRIPPINA

La Chiesa ha il prospetto principale con due ordini architettonici, pianta a croce greca a tre navate e dimensioni di lunghezza uguale a quella anteriore al terremoto del 1693, di cui rimangono solamente la parte absidale e quella frontale. Non conosciamo la struttura architettonica esterna ed interna della precedente struttura, ma dalla cripta, si può dedurre che fosse a pianta quadrata. L’edificio, dotato di due canoniche (una d’epoca, l’altra del 1958), si trova isolato dalle altre costruzioni e sorge nello spiazzo omonimo.
Nel 1946, furono eseguiti gli affreschi delle navate laterali, ad opera di Giuseppe Barone di Militello V.C., che rifece a nuovo anche quelli della cupola, ispirandosi ai già esistenti. Nel 1975, circa venne ripristinata la copertura e la cupola.
La navata centrale è divisa dalle laterali da sedici colonne binate con capitelli ionici, mentre altre sedici colonne stanno addossate alle parte perimetrali. Le derivanti campate presentano copertura a cupola e accolgono gli altari laterali.
Sopra la trabeazione insistono le pareti della navata centrale e quelle traversali della crociera che sostengono le quattro volte principali del tempio. Al centro della crociera, su tre giganteschi pilastri, domina la cupola dal cui tamburo quattro finestre danno luce nell’interno. Abbelliscono i pennacchi, i costoloni e la volta della cupola, come pure le quattro volte principali, parecchi affreschi raffiguranti Storie di Santa Agrippina, opera di Sebastiano Monaco, ad eccezione dei restauri opera, come già detto di Giuseppe Barone da Militello.
La chiesa, oltre ai sopra citati, conserva un antichissimo affresco nella cripta sulla parete frontale che “gode fama di stile bizantino o per lo meno bizantineggiante. In esso si intravede la Vergine con il bambino  circondata dagli apostoli e dagli angeli. Le figure sono stilizzate ed i colori molto vivaci ed arieggianti appunto a tale stile” ; il capo degli angeli è circondato dal nimbo con il nome di ognuno.
Nella crociera sia del braccio destro che sinistro si trovano altre opere di rilievo.
In quello di destra si ammira il monumentale altare in marmo policromo, opera della ditta Alberghino di Caltagirone. L’altare è impreziosito dal paliotto marmoreo barocco con intarsi e dal presepe soprastante con statue settecentesche in legno di angeli fissati nella parete, porti in pose svolazzanti attorno alla grotta. Oltre che le tre tipiche statue della Madonna, di Giuseppe e del bambin Gesù, vi stanno pure quelle dell’Eterno Padre in alto, dello Spirito Santo in forma di colomba sopra la grotta e quelle simboliche della fede e della carità.
Nel braccio sinistro sta pure un antico altare in marmo con paliotto identico a quello del braccio destro. Vi domina sopra una pala d’altare proveniente dalla Chiesa locale di S. Benedetto. A sinistra è un sarcofago che conteneva le spoglie di Angela de Guerriero, sposa di Gian Vincenzo lo Castello e figlia di Gian Tommaso de Guerriero. Questo sarcofago, sovrastato dal un cavaliere in ginocchio in veste cinquecentesca, è ornato da due stemmi. Nel piano superiore si notano varie decorazioni scolpite di scudi, elmi, corazze e maschere; nel secondo fregi floreali e l’iscrizione: “Angela in terra fui tal sono in cielo del Biscaro signora or fredda pietra serra il mio corporeo velo”.
Tra le numerose opere di pregevole valore conservate nella chiesa, primeggia il simulacro di S. Agrippina; opera cinquecentesca di Vincenzo Archifer scolpita nel 1518 o qualche anno più tardi, raffigura la giovane patrona della città, di origine romana e traslata a Mineo dopo il suo martirio sotto l’impero di Valeriano e del fratello Gallieno.
The Church has the principal prospectus with two architectural levels, plan Greek cross with three aisles and equal dimensions to that anterior to the 1693 earthquake, of which only remain the apse part and frontal one. We don’t know the external and inside architectural structure of the preceding structure, but from the crypt, we can be deduce that it was square plan. The building, with two presbytery (one ancient, the other goes back to 1958), is isolated by the other constructions and it rises in the homonym square.
In 1946, the frescos of the aisles were performed, to work of Joseph Barone of Militello V.C., who repainted also those of the dome, already inspiring them to the existing. In 1975 the coverage and the dome were restored.
The nave is separated from the aisles from sixteen binate columns with Ionic capitals, while other sixteen columns are lean against the wall. The consequential span introduce dome coverage and welcome the side altars.
Above the trabeation the walls of the central nave and those ones that sustain the four principal vault of the temple insist. At the centre of the cruise vault, on three big pillars, the dome dominates from whose drum four windows give light in the inside. Embellish the plumes, the groins and the vault of the dome, as also the four principal vaults, quite a lot frescos representing Histories of Saint Agrippina, work of Sebastiano Monaco, to exception of the restored ones, work of Joseph Barone from Militello.
The church, among the others, preserve an ancient fresco in the crypt on the frontal wall that “it enjoys fame of Byzantine style. In it the Virgin Mary is glimpse with her Child surrounded by the apostles and by the angels. The figures are stylized and the colours very vivacious and aerating note to such style”; the head of the angels is surrounded by the halo with the name of each.
In the cruise vault, on right side and on the left side, other works are found.
In the right one, the monumental altar in marble is admired, work of firm Alberghina of Caltagirone. The altar is embellished by the Baroque marmoreal frontal with inlays and by the crib with eighteenth-century statues in wood of angels fixed in the wall, fluttering around the cave. Over that the three typical statues of the Madonna, Joseph and of the Child Jesus, are also those of the eternity Father, of the Spirit Saint in form of dove above the cave and those symbolic of the faith and of the charity.
In the left one, an ancient altar is also in marble with identical frontal to that of the right side. It dominates above an altarpiece coming from the local Church of S. Benedict. To the left of it , there is a sarcophagus that contained the bare ones of Angela de Guerriero, wife of Gian Vincenzo Lo Castello and daughter of Gian Tommaso de Guerriero. This sarcophagus, overhung by one knelt knight wore sixteenth-century dress, it is adorned by two coats of arms. In the superior level various carved decorations of shields, helmets, caresses and masks are noticed; in the second one, floral ornaments and the inscription : “Angela in earth I was such I’m in sky of the Biscaro lady, now cold stone it shuts my bodily veil.”
Among the numerous works of valuable value preserved in the Church, the simulacrum of Saint  Agrippina excels; sixteenth-century work of Vincent Archifer carved in 1518 or a few years later, it represents the young saint of the city, came from Roman and bring in Mineo after her martyrdom under the empire of Valeriano and his brother Gallieno.

 

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