Caltagirone riscopre la propria università

[“La Sicilia”, martedì 12 ottobre 2010, p. 41]

Ritrovati antichi «privilegi» che assegnavano nel 1622 alla città la possibilità di avere la prestigiosa istituzione – Quando Caltagirone ebbe l’università

Due importanti privilegi (gli atti giuridici con cui un tempo regnanti e governanti concedevano particolari prerogative) rilegati in pergamena e altri documenti, fra cui il disegno del campanile e della cupola della Chiesa ex Matrice (dell’architetto Venanzio Marvuglia), sono stati ritrovati, a Palazzo dell’Aquila, nel corso di ricerche nell’archivio storico comunale (responsabile del servizio Enzo Nicoletti) effettuate dai geometri Luigi Giaquinta e Rossella Bizzini e dalle componenti dell’apposito gruppo costituito dal Comune (Alda Parlabene, Enza Chiarandà e Daniela Avila).
Sono il privilegio con cui, il 26 agosto 1559, il viceré don Ioan de La Cerda concesse alla città il mero e misto imperio (il potere per i giudici di Caltagirone di occuparsi anche dei reati più gravi, generalmente riservati alla Corte regia) e il privilegio con cui, il 17 marzo 1622, il viceré Emanuele Filiberto concesse il Bussolo per l’elezione degli ufficiali (che consentiva a Caltagirone di designare autonomamente senatori e magistrati) e l’istituzione dello Studio gesuitico, che segnò l’atto di nascita dell’Università a Caltagirone, con l’apertura ufficiale dei corsi nelle facoltà di Giurisprudenza, Medicina e Teologia.
L’Università rimase sino al 1777, poi vi fu un’accademia degli studi, in funzione sino all’Unità d’Italia, dopo la quale si trasformò nell’attuale liceo classico “Secusio”.
“I privilegi – sottolinea Giacomo Pace Gravina, ordinario di Storia del diritto italiano a Messina – rappresentano la nostra storia e memoria, ma anche i titoli giuridici del grande patrimonio fondiario del Comune. I due privilegi ritrovati si riferiscono alla fase matura delle istituzioni calatine riguardo all’amministrazione della giustizia, all’elezione dei magistrati e all’apertura dell’Università”.
“Investire sulla memoria – afferma il sindaco Francesco Pignataro – significa salvaguardare l’importante storia della nostra città e trasmetterla alle giovani generazioni perché ne traggano utili spunti per il presente e il futuro. Stiamo pensando di realizzare un archivio digitale per permettere al pubblico una fruizione migliore e interattiva di questo significativo patrimonio”.
L. S.

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