La lingua e la cultura tedesca in Sicilia dal 1800 ad oggi.

[fonte]

di Dominga Carrubba

Giovedì 9 dicembre 2010, presso la Chiesa Santa Maria Alemanna in Messina alle ore 10, e  venerdì 10 dicembre alle ore 10 e 30 nell’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università di Messina, l’’Associazione Culturale Italo-Tedesca’ di Messina (ACIT ME) con il contributo del Ministero degli Esteri Tedesco, in collaborazione con il Goethe-Institut Italien, con l’Università di Messina, e la Facoltà di Economia, con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Federale a Napoli, della Regione Siciliana – Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, della Provincia Regionale e dell’Amministrazione Comunale della Città di Messina, celebra il trentesimo anno di attività, organizzando il forum studiorum con il tema “La lingua e la cultura tedesca in Sicilia dal 1800 ad oggi < 1980 – 2010 > 30 anni di Attività dell’A.C.I.T. a Messina”, nell’ambito del quale è stato bandito il Concorso “Laura e Magdalena Gonzenbach: Dalla Fiaba all’Immagine”, indirizzato a tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della Regione Sicilia, i cui elaborati verranno esposti e premiati nel pomeriggio del 9 dicembre, sotto la volta a crociera ogivale fra le campate rettangolari della Chiesa gotica, primo anello di congiunzione fra le tappe della manifestazione dalle tante sfaccettature che l’ACIT promuove nell’area metropolitana dello Stretto di Messina.
L’Associazione Culturale Italo-Tedesca di Messina nasce nel 1980 su iniziativa di cittadini messinesi, appassionati della cultura italo – tedesca che, con l’apporto di esponenti delle Istituzioni culturali e delle diverse attività professionali; ha contribuito ad alimentare, con convegni animati dall’arte tout court, quell’assonanza storica tra l’identità culturale messinese e tedesca, risalente al tempo dello stupor mundi rappresentato da Federico II della Casa Hohenstaufen e prolungatasi fino all’Ottocento, quando lo Stretto di Messina era porto franco, aperto al commercio internazionale e alla cultura cosmopolita, arricchita anche da una colonia di commercianti, imprenditori e banchieri di lingua tedesca emigrati in Sicilia dopo la Restaurazione borbonica, fra i quali si distinguevano le figure di Laura e Magdalena Gonzenbach che, insieme allo storico Otto Hartwig (giunto a Messina mentre Garibaldi sbarcava a Marsala), idearono la pubblicazione di tante fiabe isolane in vernacolo (quasi quanto quelle dei fratelli Grimm) raccolte fra Messina e Catania (da narratori per lo più donne, come risulta dai documenti … gnà Bastiana di Viagrande, o donna Antonia Centorrino di Messina o ancora Caterina Certo di San Pietro di Monforte … ).
Ma il terremoto del 1908 spazzò via anche il manoscritto delle fiabe in vernacolo e nella traduzione tedesca. Fino al 1999, quando la professoressa Luisa Rubini (Università di Losanna, presente durante il convegno), insieme allo scrittore Vincenzo Consolo, ne cura la traduzione con il titolo “Fiabe siciliane”, pubblicata dall’editore Donzelli di Roma.
L’ACIT di Messina riassume l’attività culturale di 30 anni evocando il dialogo interculturale, di cui è primo simbolo la scelta della Chiesa Santa Maria Alemanna, edificata intorno al 1220 da Federico II di Svevia, la cui strategia politica anticipava già il proposito di uno Stato tedesco unificato, così come si profilava la Sicilia agli occhi delle sorelle Gonzebach nella seconda metà del 1800, alle porte dell’unificazione garibaldina, che portava alla ribalta il binomio identità culturale – diversità linguistica. L’identità culturale è paladina delle lingue minoritarie e delle comunità migranti, la diversità linguistica veicola invece la condivisione del patrimonio culturale, che nel 1800 attraversava il porto franco messinese, ed oggi è divenuta il multilinguismo che conta nell’UE circa 500 milioni di cittadini, 27 stati membri, 3 alfabeti e 23 lingue ufficiali, di cui alcune estese a livello mondiale e altre 60 circa sono parlate a livello regionale.
E? lo stesso multilinguismo (tema della seconda giornata del forum) che promuove le imprese che già investono in competenze linguistiche attualizzate quale mezzo di comunicazione in un commercio interculturale, ed emargina le PMI che mancano di una formazione linguistica adeguata ad agevolare la competitività e l’occupazione. Quello stesso multilinguismo che Laura e Magdalena Gonzenbach esaltano con la capillare ricerca di racconti e fiabe della tradizione orale che mettono a confronto persino “Lu cuntu di li du’ cumpari” (da D. Salvatore Morganti) e “Il monte Simeli” (fiaba dei fratelli Grimm), se nella prima na’ vuci suttirrania dissi “Apriti, cicca!” e si aprìu un pezzu di rocca, nell’altra il monte brullo si aprì nel mezzo dicendo “Monte Semsi, monte Semsi, apriti” e in entrambe le fiabe sono dodici gli avventurieri e due soli sono gli eroi alla ricerca di lu beni di Diu … d’oro e d’argento, ma uno solo è il traditore arricchito.

… Quannu turnaru ‘ntra lu suttirramiu e vittiru chi mancavanu li dìnari, “Tradimentu! – gridaru – Tradimentu!”.

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