V.G. Costanzo, Profili e Ombre

Vincenzo Giuseppe Costanzo, Profili e Ombre. raccontidiSicilia, Catania, Giannotta, 1982, pp. 168.

Per quanto profondamente legato alla città che gli diede i natali, l’autore stesso stesso tiene a precisare, con una punta di orgoglio, com’egli si senta “spiritualmente” figlio della piccola Mineo dove la sua famiglia ha vissuto per circa trecento anni. Quella stessa Mineo che è patria del Bartoluccio, del Maura, del Capuana (del quale il bisnonno del nostro fu il piu intimo amico e che ne tenne a battesimo nonno) e, recentemente, del Bonaviri.
Quella Mineo che, sembra, imprima una particolare impronta ai suoi figli, tenuto conto di quanti letterati abbia dato nel corso dei secoli e che, anche già nella stessa famiglia dell’autore, non mancarono cultori dell’arte, tra i quali un Lucio, prozio del nostro, che, sempre per i tipi dell’Editore Giannotta, pubblicò, nel 1901, il poema “Il Veltro”.
Una tradizione culturale, dunque, che da questo “crisma mineolo”, fa scaturire “profili” di personaggi della calda terra siciliana i quali, pur apparendo come “ombre” del passato, portano avanti, porgendola con violenta delicatezza ai contemporanei, una problematica siciliana ancora attuale: quella che il lettore saprà certamente individuare della lettura di questi racconti crudi e spontanei che seguono il più schietto filone neoverista.

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