Il Fondo Receputo, una fonte per la storia contemporanea di Mineo

di Leone Venticinque, per la Società di Studi Menenini (pubblicato su “Alba Siciliana”, n. 9, 7 luglio 2014)

È avvenuta alcuni mesi fa la donazione alla biblioteca comunale “Luigi Capuana” del cospicuo fondo di documenti editi e non già appartenenti alla poliedrica personalità di Francesco Receputo, scomparso di recente. La sua biografia è così ricca da richiedere uno spazio che in questa sede ci porterebbe fuori tema, avremo modo di parlarne in una prossima occasione. Il fondo dei documenti acquisiti dalla biblioteca – riguardo alla completezza del quale si attendono conferme dalla verifica in corso – è tuttora in fase di riordinamento e catalogazione, eppure già se ne intravede l’importanza storica e culturale, che rende ancor più meritoria e degna di lodevole encomio l’attività della biblioteca e della sua direttrice, adoperatasi tempestivamente con tutto il personale al fine di evitare la dispersione di un simile patrimonio, il che sarebbe stata una grave perdita per i contemporanei e per le generazioni a venire.
La storia di Mineo nel Novecento è ancora in gran parte da scrivere e il Cavaliere Francesco Receputo, nell’arco di parecchi decenni dal Secondo Dopoguerra ai giorni nostri, ha svolto tra l’altro un insostituibile ruolo di “cronista” che cammin facendo annotava i fatti salienti della vita del paese, con brevi note o talvolta analisi più approfondite e considerazioni personali, prestando particolare attenzione al campo della politica locale e dell’azione amministrativa comunale.
Vista con lo sguardo di Receputo, la lunga “era democristiana” appare al lettore molto meno monolitica di quanto si potrebbe pensare. Le tante lotte tra le correnti e tra singole personalità e figure politiche concorrenti vengono descritte con grande cura e illustrano un quadro davvero vivace, del quale occorre sempre tenere presente che l’autore di tali descrizioni era stato elemento attivo e partecipe alle vicende e alle lotte, che ripercorre filtrate attraverso la propria soggettività.
Il fondo Receputo potrà a nostro avviso dare vita a una nuova stagione di studi storici su Mineo, anche attraverso il confronto con altre fonti disponibili, tra le quali un ruolo di primo piano spetta alla memoria di molti dei protagonisti, soprattutto per quanto riguarda gli anni più vicini, con un lavoro di dialogo e intervista ai viventi che è ancora tutto da cominciare.
Qui vogliamo fornire una piccola selezione dal Receputo cronista e commentatore del suo tempo, con alcune citazioni tratte dalla raccolta dattiloscritta intitolata Memoria storica, familiare, politica e sociale, 1922-2005.

***

Il 9 luglio [1943] nell’ambito dell’operazione Husky, gli angloamericani effettuarono uno sbarco sulle coste di Gela appoggiati anche da truppe di svariate nazionalità. Arrivarono a Mineo a mezzogiorno del 16 luglio. Per mesi si assistette a delle azioni poco edificanti. Ne capitò una a me il 18 agosto: mentre dal salone dove lavoravo mi recavo verso il Viale Rimembranza attraverso via Spadaro Ferreri, oggi c’è il Banco di Sicilia, fui fermato da due soldati neozelandesi ubriachi fradici, i quali mi puntarono una pistola alla tempia urlando “Senorita! Senorita!” Provvidenzialmente dall’angolo della farmacia Angenica (oggi Doria) accorsero in mio aiuto Enrico Amoroso e Mario Bauduccio (oggi defunti), i quali riuscirono a mettere in fuga i balordi con una efficace sassaiola utilizzando dei calcinacci ammucchiati vicino la gradinata della chiesa del Collegio.
Nella stessa giornata altre persone furono oggetto delle bravate dei neozelandesi, un contadino fu addirittura spogliato di tutti i suoi indumenti nella piana di Mineo, e dovette risalire fino al paese completamente nudo e di notte. Fortuna per lui che era estate.
[…]
Aprile 1954 – onde eliminare lo sconcio di un rudere in via S. Croce, abbandonato da oltre un secolo e del quale si ricordava mia madre, io nella qualità di assessore, provvedo a relazionare in Giunta sull’opportunità di adottare i provvedimenti del caso.
Infatti, dopo avere effettuato tutte le ricerche degli eventuali eredi, con esito negativo, è stato deliberato lo sgombero del rudere e la costruzione di un muro di sostegno e di contenimento, per la soprastante via Lo Nigro.
Giugno 1954 – vengono effettuati i lavori per la demolizione del rudere, al posto del quale sorge una piazzetta, con due alberi e qualche posto per la sosta delle auto, nonché il muro di sostegno e di contenimento, per la soprastante via Lo Nigro.
[…]
27 maggio 1956 – si svolse la campagna elettorale amministrativa, divenuta storica, per il pareggio elettorale. Dopo un anno di amministrazione comunale fallimentare e di contrasti tra il Partito e l’Amministrazione […], approda per la prima volta alla politica l’avv. Modesto Sardo, come capolista della DC. A causa degli avvenimenti politico-amministrativi precedenti, che avevano lasciato una scia di contrasti, venne presentata una Lista Civica, in maggioranza composta da democristiani, me compreso. Capolista è il comm.re Remo Puglisi, funzionario Inps.
Liste presentate: n. 1 Lista Pci/Psi, capolista dr. Patrizio Damigella; n. 2 Lista Civica Ducezio, capolista comm.re Remo Puglisi; n. 3 Lista DC, capolista avv. Modesto Sardo.
Risultato elettorale: Lista Civica Ducezio voti 1856; DC voti 1856: Pci/Psi voti 300.
La campagna elettorale si svolse con accanimento da parte di tutti, anche dopo il risultato elettorale continuarono le polemiche. Ci furono richiami anche da parte del Comitato Civico Diocesano al Rev. Padre Pepe, schierato con la Civica, nonché ai Cattolici di A.C. / Acli, candidati per la Lista Civica.
Il risultato elettorale ebbe una risonanza nazionale, per lo strano caso del pareggio (leggi il Corriere della Sera, La Stampa, La Sicilia ed altri giornali). […]
Con l’inizio dei ricorsi, d’ambo le parti, delle due liste, che contestavano l’attribuzione di due schede, a sua volta contestate anche dal Primo Presidente di seggio, si svolse una “battaglia” alternata di sacrifici ed entusiasmo, che vide in prima fila, con merito, Pino Amato (padre). Il 6 dicembre la Giunta Provinciale Amm.va dichiarò nulli, per decreto, tutti i ricorsi e quindi le elezioni. Pertanto, in forza di detto decreto, le elezioni dovevano ripetersi l’anno successivo (1957).
[…]
26 maggio 1957 – Elezioni Comunali. Si svolgono in un clima non sereno. In particolare per quei candidati Acli/Cisl, che avevano preso parte alla precedente “battaglia” del 1956.
Per la mania che Padre Pepe ha da sempre coltivato, nel cercare il nuovo e non valorizzare gli elementi più idonei alla Politica, anche questa volta è stato commesso un grosso errore. Per il quale si dovette pagare un prezzo molto alto nei mesi successivi. La Lista Unificata nasce con pochissimi elementi validi e preparati, politicamente, per potere dare al Sindaco una fattiva collaborazione, sia in Consiglio che in Giunta. Io resto fuori, perché neanche consigliere.
11 giugno 1957 – Elezione della Giunta Comunale. Sindaco avv. Modesto Sardo, Vice sindaco ing. Francesco Ricceri, assessori sigg. Zimbone Giuseppe di Santo, Di Nolfo Giuseppe e Amoroso Enrico DC, sig. Messina Antonino MSI, Sig. Salerno Giuseppe Colt. Diretto.
[…]
14 aprile 1959 – si dimettono 11 consiglieri comunali su 20. Sei appartengono alla Lista “Civica”, sigg.: comm. Remo Puglisi, Salvatore Balba, Salvatore Carcò di Corrado, Antonino Messina, ing. Francesco Ricceri e Giuseppe Salerno. Due del Pci, sigg. Salvatore Passante e ins. Giuseppe Tamburino. Uno del Psi, prof. Mazzone Giuseppe. Uno del Msi, Antonio Bonaviri.
Di conseguenza, il Comune viene commissariato: Commissario è il dott. Giuseppe Salerno, vice Commissario il prof. Antonio Speranza, resteranno in carica per alcuni mesi, fino alle successive elezioni comunali.
6 novembre 1960 – elezioni comunali con sei liste: 1 Democrazia Cristiana, capolista dott. Agrippino Carcò; 2 Lista Civica, capolista ing. Santi Di Maura; 3 Partito Socialista Italiano, capolista prof. Giuseppe Mazzone; 4 Partito Comunista Italiano, capolista prof. Giuseppe Tamburino; Movimento Sociale Italiano, capolista sig. Mario Blangiforti (di Sebastiano); Lista Milazziana, capolista avv. Giuseppe Lauria.
Risultarono eletti: DC – dott. Agrippino Carcò, ins. Santo Ialuna, dott. Corrado Di Blasi, sig. Francesco Receputo (Acli), ins. Salvatore Bonaviri, sig. Corrado Loreni; Civica – ing. Santi Di Maura, prof. Armando Cocomero, ins. Giuseppe Salerno, sig. Salvatore Salerno, sig. Mario Sudano, sig. Francesco Receputo (1915 sarto); Pci – ins. Giuseppe Tamburino, dott. Salvatore Passante, sig. Francesco Bellino, sig. Antonio Lucifora; Psi – prof. Giuseppe Mazzone, sig. Pino Marino; Milazziani – avv. Giuseppe Lauria; Msi – sig. Mario Blangiforti fu Sebastiano.
Dopo la convalida degli eletti il dott. Carcò espresse la sua volontà di non essere candidato alla carica di sindaco, quindi la DC diede inizio alle trattative per la formazione di una maggioranza, furono trattative lunghe che sfociarono nell’accordo con la lista civica.
(segue…)

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