Luigi Capuana e la prima tesi di laurea sulla sua Opera: lettere di Pietro Vetro

2015.10.19 (n. 076)Nel 1921 un giovane studente all’Università di Palermo, Pietro Vetro, sta preparando la tesi di Laurea interamente dedicata a Luigi Capuana, scomparso pochi anni prima. Il giovane studente, originario di Favara, è interessato a descrivere l’attività letteraria dello scrittore ma anche gli aspetti più significativi della sua biografia, per la quale va in cerca di materiali inediti. Ha la fortuna di trovare nella persona di Corrado Guzzanti fiducia e disponibilità, tanto da ricevere il delicato onore e onere di esaminare e ricopiare a mano un cospicuo numero di lettere del Capuana, che il Guzzanti custodiva.
Presso l’Archivio Storico del Comune di Mineo sono conservate alcune testimonianze della corrispondenza tra il Vetro e il Guzzanti, che vengono riproposte in questa sede integralmente, per il loro valore di illustrazione del lavoro compiuto dallo studente che fu il primo a iniziare gli studi capuaniani con il suo libro pubblicato nel 1922 Luigi Capuana – la vita e le opere, studi in seguito portati avanti da Di Blasi, Raya e da altri.

***
1921.08.12
Distintissimo Commendatore,
Con grande gioia ho ricevuto il pacco e subito dopo la sua cartolina; le lettere in tutto sono 400; 318 sue e 82 delle sorelle Capuana.
Sono sorpreso di non avere avuto pure le lettere del dottore Sidoti che sono numerose e anche interessanti.
Siccome l’epistolario devo farlo tenendo contro della cronologia, mi importerebbe urgentemente avere quest’altre lettere per inserirle, secondo la loro data, nella raccolta.
Oggi stesso scriverò al dottore Sidoti pregandolo di mandarmi le sue.
Ho ricevuto le schede di sottoscrizione per le onoranze di Luigi Capuana proprio gli ultimi giorni della mia residenza a Palermo, quando l’università era già chiusa e gli studenti partiti per le vacanze.
Perciò potrò fare sottoscrivere i miei amici a Ottobre. Intanto faccio sottoscrivere qui i miei amici di Favara e tra pochi giorni spero di poter mandare una sommetta, contento di poter contribuire in piccolissimo modo a questa parte.
In occasione del Giubileo letterario di Luigi Capuana il Cesareo ha tenuto una conferenza a Catania; ho saputo che questa conferenza è stata stampata, ma ancora non mi è stato possibile poterne avere una copia; lei che ha tanti amici a Catania, se me la facesse trovare, mi farebbe un vero favore.
La prego voler ringraziare da parte mia e ossequiare le gentilissime sorelle Capuana, il farmacista, il fratello con la famiglia, lei gradisca i sensi della più alta stima e riconoscenza insieme coi più distinti saluti dal suo dev.mo. (firma)

***
1921.09.04
Dist.mo Commendatore,
Le scrivo mortificatissimo per l’esigua somma che ho raccolto a Favara per la festa [sic] di Luigi Capuana, non ho potuto far di più, perché proprio in questi giorni si è fatta una sottoscrizione a Favara per un monumento ai caduti in guerra. Il vaglia è stato mandato al signor Barone; le schede invece le ho mandate a lei. Qui ho trattenuto con me due schede e due programmi, perché al mio ritorno all’università spero di raccogliere qualche cosa anche a Palermo.
Per ora sto copiando le lettere e in questo mese spero di terminare l’epistolario. Ho scritto di nuovo al dottore Sidoti e anche questa volta non mi ha risposto. Saprebbe dirmi lei il perché? È forse risentito con me? Io non credo, perché non ho fatto nulla che abbia potuto urtare la sua suscettibilità.
Coi più distinti ossequi mi creda dev.mo (firma)

***
1921.09.21
Carissimo Sig. Commendatore,
Le rimando intatte tutte le lettere che lei ha avuto la bontà di affidarmi. Ho copiato tutto quello che interessa per fare spiccare il carattere e la vita di Don Lisi.
Io non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, ma dallo studio di tutte le sue opere e da tutte le sue lettere ora credo di conoscerne bene la spiritualità. L’epistolario mi è venuto un po’ voluminoso, però io credo che non possa stamparsi separato dalla biografia e da tutto il resto del mio lavoro perché se, ad esempio, alcuno legge le lettere sole, quando il Capuana parla della Beppa, della Bernardini e delle sue opere, se in precedenza non sa niente di tutto questo, capisce poco e si infastidisce. Invece, leggendo prima la sua vita con tutta la sua vicenda e l’origine e tutto ciò che concerne i suoi libri, il lettore ne avrà uno schiarimento e capirà facilmente tutto quello che è contenuto nelle lettere.
Nella biografia ho parlato a lungo dell’infanzia del Capuana, poi della giovinezza, delle sue relazioni con Beppa; ho narrati tutti quei fatti che lei mi ha raccontati a Mineo, ad esempio, quel pesce di aprile al “Canazzu”, la famosa circolare, il giro dei negozii di Milano con la Beppa senza comprare niente, insomma tutti quei fattarelli burleschi che servono a fare rilevare la simpatia figura dello Zì Don Lisi.
Lei che ha tante relazioni a Catania, potrebbe parlare con Giannotta, l’editore? Io son sicuro che si venderanno moltissime copie dell’opera sul Capuana e dell’epistolario, tanto più in queste onoranze. La prego di gradire i più caldi ringraziamenti per il favore che mi ha fatto e i più distinti ossequi.
p.s. Suo fratello Giuseppe (se non erro) non avrebbe anche lui molte lettere del Capuana?
p.s. Mando tutte le lettere sue in due buste, quella delle signorine Capuana in una. Si trovano nell’ordine con cui io le ho copiate. La prego di lasciarle nello stesso ordine, perché ho qualche dubbio sull’interpretazione della parola, specie di qualche nome proprio, così quando le manderò il mio lavoro e l’epistolario, lei troverà subito i punti in cui ho dei dubbi e in cui ci sono degli interrogativi. Scusi il disordine e la fretta con cui le scrivo.

***
1921.11.09
Non può immaginare la mia gioia e la soddisfazione che ho provata nel ricevere la sua raccomandata e nel leggere la sua lettera e il foglietto dal gentilissimo Dott. Blandini. Il suo giudizio e quello del Dott. Blandini ha coinciso pienamente col giudizio di Cesareo e della commissione, giacché ieri ho finalmente conseguita la laurea, riportando centodieci su centodieci, oltre a molte lodi assai lusinghiere. Le assicuro, è stato un trionfo, non per me, ma per Luigi Capuana al quale, spero, sarà assegnato il posto che merita nella letteratura italiana. Ho gradito la sua giustissima osservazione e ne farò tesoro. Giorno 12 c.m. andrò a Favara e mi riposerò un po’ di tempo. Spero che col nuovo anno uscirà un volume. Scriverò poi a lungo. Mi ossequi il Dott. Blandini. A lei un abbraccio cordiale. Auguri per la salute della sua signora.

***
1921.11.20
Egregio Scienziato, ho ricevuto la sua ultima cartolina e la ringrazio delle buone parole che ha avuto per me.
Il mio lavoro sul Capuana mi ha portato fortuna e infatti mi ha fatto riportare il massimo dei voti.
Io ne sono contento, ma soltanto perché questo mio studio accurato e coscienzioso servirà, spero, a diradare certe ombre che in questi ultimi tempi si sono addensate sull’opera di Luigi Capuana.
Per ora lavoro attivamente per trovare un editore; Parrella già mi ha risposto negativamente.
Non può immaginare quanto queste negative mi irritino, non tanto per me che ancora sono troppo giovane, ma quanto per il nome del Capuana che gli editori non credono tanto illustre e meritevole di un volume. Questo mi fa rabbia. Ad ogni modo io spero in Bemporad di Firenze. Quello però che mi fa schifo (scusi il termine) è Giannotta, il quale si è fatto i soldi spolpando il povero Zì Don Lisi, e ora non vuole concorrere ad onorarne il nome, senza per altro il pericolo di perderci, perché sono sicuro che il mio libro avrebbe una buona diffusione.
Riguardo alla mia visita in Mineo, ci verrei molto volentieri, per godere qualche giorno della sua compagnia e per ammirare il suo meraviglioso impianto radiotelegrafico. Ma mi sembra un po’ difficile perché sono tanto occupato a perfezionare il mio lavoro sul Capuana e poi per l’Epistolario. La ringrazio delle osservazioni che mi ha fatte e ne farò tesoro.
Rigurado al testamento morale, la prego di spiegarmi bene il proposito interessato della Bernardini; ad ogni modo la obbedirò. Mi dispiace moltissimo la malattia della sua Signora e le auguro la più rapida guarigione.
Coi più distinti ossequi e ringraziamenti mi creda suo dev.mo (firma)

***
1921.11.21
Egregio Commendatore,
Questa lettera l’ho scritta il giorno 24, ma poi, pensando che le avevo promesso un articolo sul Capuana, ho aspettato che finissi l’articolo per mandare tutto insieme. Mando a lei questo articolo perché voglio che lei sappia tutto ciò che si fa intorno al Capuana prima di ogni altro. La prego di mandarlo al giornale più diffuso e più importante, col patto che lo stampino così com’è, senza cambiare niente. Ed ora una viva preghiera. Nel caso che qualcuno le chieda le sue lettere del Capuana, per il momento non le dia a nessuno, perché sono sicuro che nessuno ha pensato a fare un lavoro completo come il mio.
Se l’articolo sarà stampato desidero alcune copie, in caso contrario, la prego di rimandarmi il manoscritto. Per la sottoscrizione a Palermo, ho incaricato lo scrittore Ernesto Nuccio che ha molte aderenze e farà molto. E per le onoranze cosa c’è di nuovo?
Distinti ossequi dev.mo (firma)

(trascrizione a cura di Leone Venticinque, per la Società di Studi Menenini)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...