I vasi di Caltagirone che sfidarono il vento della Piazza Buglio

vaso 1Nel 1935 le Autorità di Mineo, nelle persone del podestà Croce Albertini e del presidente
del Comitato per il monumento a Luigi Capuana Dott. Giuseppe Blandini, consideravano ormai prossima la data di inaugurazione della statua in onore dello scrittore. Molti anni di ritardo si erano già accumulati, per alterne vicende che saranno approfondite in altra sede.
Tra le opere di modifica e abbellimento della piazza Buglio, in vista dell’inaugurazione, le Autorità locali valutano l’opportunità di collocare dei vasi di vario genere. Ragion per cui viene interpellata una importante manifattura della vicina Caltagirone. Si tratta dello stabilimento “Manifattura Siciliana Terrecotte” – d’ora in avanti Mst – del Cavaliere del Lavoro prof. Enrico Vella, sito in Viale Regina Elena e portato avanti con la collaborazione dei fratelli.[1]
vaso 2Il 31 agosto 1935 il podestà Albertini visita la ditta e, tra i diversi tipi di vasi proposti, lascia un’ordinazione di massima, che andrà riconfermata in un secondo tempo.[2] Da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Mineo, nella persona dell’ing. Incarbone, si fanno presente al podestà i problemi derivanti dagli intensi “venti di Levante”, che potrebbero investire i vasi facendoli cadere, ragion per cui viene avanzata l’idea di aggiungere delle gabbie o custodie in ferro per mantenere più saldi i manufatti.[3] Informata della questione, subito la ditta nella persona del sig. Raffaele Vella rassicura da ogni dubbio sulla solida installazione dei vasi in piazza, affermando categoricamente che non servono gabbie contro il vento ma è più che sufficiente un’anima interna in ferro: «Per il perfetto mantenimento statico dei nostri vasi, anche i più giganteschi, non occorre nessuna gabbia (?) di ferro, ma basta solo la salda muratura a cemento della base sul muro o su una piccola fondazione ed una sola anima di ferro attraverso il vuoto della base legata col vaso e cementata; il peso della terra fa il resto e può sfidare non i venticelli siciliani ma quelli travolgenti del deserto! Noi ne diamo la più assoluta garanzia impegnandoci per i possibili danni causati dal vento»; per maggiore sicurezza, conclude, si potranno installare i vasi sotto la supervisione dell’ingegnere comunale.[4]
L’ordine effettuato dal Comune di Mineo alla ditta Mst il 17 ottobre comprende quindici “cassette” per i fiori, tre vasi grandi a calice – definiti “a giglio stile Medici” – e quattro vasi del tipo “cesta 900” da collocare su pilastrini.[5] Del primo tipo non abbiamo notizia, mentre gli altri vasi sono sopravvissuti in qualche esemplare fino a oggi, nonostante l’incuria e il rischio concreto di appropriazione indebita.
Il 28 novembre i vasi da Caltagirone arrivano a Mineo, trasportati con cura dalla stessa ditta Mst. Il rappresentante della ditta Raffaele Vella assicura che il materiale «è riuscito di perfetta cottura e può sfidare i secoli con qualsiasi clima anche il più rigido e il più umido». Inoltre, aggiunge, «nel ringraziare ci auguriamo più importanti ordinazioni per decorare la Villa cittadina, il giardinetto dedicato ad Arnaldo Mussolini ecc. e per le nuove ordinazioni ci adatteremo anche a pagamenti sul bilancio 1936».[6]
Una volta consegnati i manufatti acquistati dall’amministrazione di Mineo, riguardo alla loro perfetta riuscita il podestà Albertini per parte sua esprime alla ditta una piccola rimostranza: «ho dovuto rilevare che il colore dei vasi non è uniforme (ce n’è qualcuno rossiccio), il che forse dipenderà dalla cottura. Ad ogni modo ho piena fiducia nella assicurazione della S.V. Che essi sfideranno i secoli. Potrò contentarmi anche di meno».[7]
IMG_5855 bPer quanto riguarda il pagamento, la complessa burocrazia dell’epoca richiedeva che la determina del podestà per una spesa straordinaria doveva essere approvata dal prefetto della provincia. Il 31 dicembre del 1935 viene redatta la determina che quantifica la spesa occorrente. Qui di seguito se ne riporta il testo integrale: «Ritenuto che il piazzale in cui sorge il monumento a Luigi Capuana, per il quale sono in corso i lavori, è stato costruito nell’area ricavata dalla demolizione di vecchie case; che detto piazzale costituisce la prima parte di quello che, secondo il progetto di massima, regolarmente approvato, deve risultare continuando lo abbattimento di altre vecchie case per rendere libero il monumentale prospetto dell’edificio scolastico; ritenuto che nel tempo necessario per eseguire tutto il progetto, lo attulale piazzale resta limitato, per un lato, da un muro vecchio, in cattive condizioni che riesce di evidente contrasto estetico nella località in cui sorge il monumento, per cui è necessità mascherarlo con piante verdi rampicanti; considerato che perciò si sono dovuti acquistare delle cassette e dei vasi di terracotta lavorata, nei quali dovranno vegetare tali piante rampicanti non essendo possibile praticare la piantagione in piena terra non appoggiando il piazzale su un terrapieno, ma su una soletta di cemento armato che copre i sottostanti magazzini; ritenuta quindi tale necessità; vista la fattura della Manifattura Siciliana Terrecotte, per la somma di L. 1.081, per acquisto di vasi, cassette di terracotta ed altre spese inerenti per il trasporto in Mineo; visto T.U. Della Legge Comunale e Provinciale 1934 n. 383, determina approvare la spesa di L. 1.081 occorrente per l’acquisto di vasi e cassette artistiche di terracotta, forniti dal Prof. Enrico Vella, per la Piazza principale dell’abitato e piantarvi piante rampicanti; emettere il relativo mandato a favore del Prof. Enrico Vella, da prelevare dall’Art. 47 A “Manutenzione vie e piazze” del bilancio 1935 che ha la disponibilità di L. 12.680,80».[8] Con buona approssimazione si può tradurre la cifra ai valori odierni, ossia circa € 1.250.[9]
Nel 1986 l’Amministrazione comunale decise di sostituire i vasi che erano ancora collocati sui pilastrini nel lato della piazza che costeggia Via Ponte Tamburino. Erano ormai deteriorati, fessurati e tenuti insieme con fil di ferro. I frammenti dei vasi – ca. 75 – vennero collocati nei locali dell’ex carcere del palazzo comunale, adibiti a deposito. Sono stati poi recuperati a cura di Agrippino Todaro e un vaso ricomposto è visibile al locale museo della Memoria – Etnoantropologico. Per quanto riguarda i quattro grandi vasi che in paese venivano chiamati “assi di coppe”, se ne è salvato uno soltanto, collocato nel 2007 nell’aiuola del Castello.

Leone Venticinque, per la Società di Studi Menenini

Note:
1 Come riporta la carta intestata della ditta, la Mst era stata fondata nel 1883. Nel corso degli anni aveva partecipato a cinquanta esposizioni nazionaili e estere, ricevendo importanti riconoscimenti. Le sue fabbricazioni in terracotta spaziavano dai vasi alle statue, alle balaustre e vasche, ai sedili, mensole, caminetti e oggetti ornamentali artistici, ma anche decorazioni architettoniche, prospetti di chiese, di edicole e di villini, arte sacra ecc. di cui molti esempi sono ancora visibili tra le maggiori bellezze storiche di quella città come per esempio il Palazzo Saleri, detto “della Magnolia”. Inoltre poco tempo prima, nel 1932, era stato messo in funzione un impianto di produzione in serie di laterizi, mattoni pieni e forati per l’edilizia, “tavelloni hourdis”, “volterrane”, “excelsior copriferri” ecc. Il prof. Enrico Vella (1860-1922) era stato chiamato all’insegnamento nella Regia Scuola Professionale d’Arte Ceramica voluta nel 1918 da Luigi Sturzo.
2 Cfr. Lettera della Mst al podestà di Mineo, 1935.09.23. In: Ascm, voll. provv. n. 2469-2470 (Lavori Pubblici). Lo stesso per le note seguenti.
3 Lettera del podestà di Mineo alla Mst, 1935.10.07, n. 5469.
4 Lettera della Mst al podestà di Mineo, 1935.10.08.
5 Cfr. Lettera del podestà di Mineo alla Mst, 1935.10.17, n. 5661.
6 Cfr. Lettera della Mst al podestà di Mineo, 1935.10.21; lettera della Mst al podestà di Mineo, 1935.11.30.
7 Cfr. Lettera del podestà di Mineo alla Mst, 1935.12.02.
8 Determina n. 619, Spesa occorrente per vasi e cassette di terracotta per la Piazza principale del Comune di Mineo, 1935.12.31.
9 Cfr. “Rivalutazione Monetaria Storica”, avvocatoandreani.it

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